giovedì 28 novembre 2019

Dove mi scusi? Il caso locativo


I sostantivi nel caso locativo rispondono alla domanda kur? dove? cosicché non si rende più necessario utilizzare le preposizioni a e in. Ad esempio, se qualcuno è in banka, banca, possiamo usare la parola utilizzata per banca con il finale del caso locativo: bankā

I sostantivi singolari nel caso locativo terminano sempre con una vocale lunga. Di seguito alcuni esempi per capire meglio:

Maschile Femminile
darbs → darbā jūrmala → jūrmalā
teātris → teātrī upe → upē
tirgus → tirgū pils → pilī

Questi finali sono usati anche con i nomi di luoghi, di città e delle nazioni. Per esempio, se Londra in lettone è Londona, a Londra diventa Londonā, in Inghilterra diventa Anglijā e in Gran Bretagna diventa Lielbritanijā.

I sostantivi plurali di genere maschile nel caso locativo terminano tutti con -os:

veikali → veikalos    teātri → teātros    tirgi → tirgos

Invece tutti i sostantivi plurali di genere femminile nel caso locativo si formano aggiungendo -s al sostantivo locativo singolare:

brīvdienas → brīvdienās    upes → upēs    pilis → pilīs

Infine è importante ricordare che il locativo è usato anche nelle espressioni di tempo e pertanto risponde anche alla domanda kad?, quando? Quindi per dire in Ottobre, in inverno o in serata diremo oktobrī, ziemā o vakarā.

lunedì 25 novembre 2019

Le declinazioni e i casi


La declinazione è un cambiamento della forma della parola secondo la sua posizione e la sua funzione nella frase. Ad esempio, la parola io cambia nei vari contesti in mi o me a seconda della funzione che svolge; ovvero la forma cambia, il significato rimane sempre lo stesso. Questi cambiamenti della forma servono a indicare quale funzione la parola svolge nel contesto della frase.

C’è differenza fra: io picchio te e tu picchi me. Sono sempre io e tu in ballo, ma il ruolo cambia, e la lingua lo illustra attraverso il cambiamento della forma.

Il lettone estende questa distinzione dei ruoli anche agli oggetti e fa differenza fra il caffè è sul tavolo, è il caffè che agisce sul tavolo e Anna beve il caffè. In questo ultimi caso il caffè subisce, per fare un esempio meno violento.

Il lettone ha 2 generi (maschile e femminile) che vanno declinati a secondo la loro posizione o il loro ruolo nella frase nei 6 casi seguenti:


Il nominativo costituisce la forma standard per il sostantivo. Nel dizionario i sostantivi compaiono sempre nel caso nominativo. In una frase è il soggetto e colui che compie l'azione, quindi il chi? o il cosa? sta facendo qualcosa.

Il genitivo esprime il possesso, risponde alla domanda di chi? Per semplicità basta ricordare che esso coincide con il genitivo sassone inglese. Ad esempio: Deivida kolēģis, il collega di David, Fionas bērni, i bambini di Fiona.

Il dativo è usato per esprime l'oggetto indirettamente coinvolto dall'azione del soggetto, risponde quindi alla domanda a chi? o per chi?. Possiamo capire meglio come funziona analizzando la frase viņš dod sulu draugam, lui da il succo al suo amico. In questa frase il succo è l'oggetto direttamente coinvolto dall'azione del soggetto e l'amico è l'oggetto indiretto, una specie di recipiente finale in cui l'oggetto diretto confluisce.

L'accusativo esprime direttamente l'oggetto coinvolto dall'azione del soggetto. Quindi è la persona o la cosa su cui l'azione del soggetto sta agendo. Per esempio, nella frase viņš dzer sulu, lui beve il succo, lui è il soggetto che sta compiendo un'azione, beve il succo. Quindi il succo è l'oggetto direttamente coinvolto dall'azione. Rendiamo questo in modo chiaro declinandolo nel caso accusativo come sulu.

Il locativo esprime il luogo: dove? Per esempio: Anglijā, in Inghilterra, darbā, a lavoro. Spesso il locativo è utilizzato per esprimere il quando? Per esempio: oktobrī, in Ottobre, ziemā, in inverno e vakarā, nel pomeriggio.

L'ultimo caso è il vocativo. Il vocativo è usato quando ci rivolgiamo direttamente ad una persona. Si utilizza con i sostantivi singolari, e si forma eliminando l'ultima lettera dal sostantivo. Questo è ovvio con i nomi maschili, così, Deivids diventa Deivid! e Pēteris diventa Pēteri!

venerdì 22 novembre 2019

Andiamo a lavoro con Māra e Fiona


Māra sta andando a lavoro quando incontra la sua amica Fiona per strada.

🇱🇻 LETTONE

Māra: Labrīt, Federica. Kā iet?
Fiona: Paldies, labi.
Māra: Kur Deivids? Darbā, birojā? Varbūt viņš pašreiz ceļo?
Fiona: Nē, Deivids ir mājās. Šodien viņš strādā mājās.
Māra: Skaidrs. Un kur ir bērni? Skolā Anglijā?
Fiona: Nē, bērni nav skolā, viņi ir tepat Latvijā, brīvdienās. Pašreiz viņi ir jūrmalā kopā ar auklīti.
Māra: Brīnišķīgi! Šodien ir saulains laiks.
Fiona: Jā, šodien ir skaista diena.

🇮🇹 ITALIANO

Māra: Buon giorno, Fiona. Come va?
Fiona: Bene, grazie.
Māra: Dov'è David? A lavoro, in ufficio? Forse lui al momento viaggia?
Fiona: No, David è a casa. Oggi lui lavora a casa.
Māra: Chiaro. E dove sono i bambini? A scuola in Inghilterra?
Fiona: No, i bambini non sono a scuola, loro sono proprio qui in Lettonia, in vacanza. Attualmente loro sono al mare assieme con la tata.
Māra: Meraviglioso! Oggi c'è un clima soleggiato.
Fiona: Si, oggi è una bellissima giornata.

Verbi regolari e verbi irregolari


I verbi regolari sono i verbi che si coniugano secondo dei modelli generali. È sufficiente conoscere il modello per coniugare tutti gli altri verbi dello stesso tipo. I verbi irregolari sono quelli che si allontanano dai modelli generali.

Nella lingua lettone i verbi regolari possono appartenere a tre grandi famiglie. I verbi appartenenti ad una famiglia utilizzano lo stesso modello di coniugazione.

La prima famiglia che vedremo è la famiglia runāt, parlare.

DARBĪBAS VĀRDS RUNĀT

es runā-ju io parlo
tu runā tu parli
viņš/viņa runā egli/ella parla
mēs runā-jam noi parliamo
jūs runā-jat voi parlate
viņi/viņas runā essi/esse parlano

La parte prima del trattini è il tema e le parti in grassetto sono i finali. Il tema si ottiene eliminando l'ultima lettera, la t, dalla forma infinita.

Dzīvot, vivere, e strādāt, lavorare, sono verbi appartenenti a questa famiglia.

es dzīvoju, tu dzīvo, viņš/viņa dzīvo, mēs dzīvojam, jūs dzīvojat, viņi/viņas dzīvo
es strādāju, tu strādā, viņš/viņa strādā, mēs strādājam, jūs strādājat, viņi/viņas strādā

Molti altri verbi appartengono a questa famiglia: studēt, studiare, īrēt, affittare, ceļot, viaggiare, domāt, pensare, atkārtot, ripetere, spēlēt, giocare, lidot, volare, tulkot, tradurre, jautāt, domandare, e lietot, usare.

La seconda famiglia che vedremo è la famiglia varēt, essere in grado.

DARBĪBAS VĀRDS VARĒT

es var-u io sono in grado
tu var-i tu sei in grado
viņš/viņa var egli/ella è in grado
mēs var-am noi siamo in grado
jūs var-at voi siete in grado
viņi/viņas var essi/esse sono in grado

Drīkstēt, essere consentito, gribēt, volere, e varēt, potere, fanno proprio parte di questa seconda famiglia di verbi.

es drīkstu, tu drīksti, viņš/viņa drīkst, mēs drīkstam, jūs drīkstat, viņi/viņas drīkst
es gribu, tu gribi, viņš/viņa grib, mēs gribam, jūs gribat, viņi/viņas grib
es varu, tu vari, viņš/viņa var mēs varam, jūs varat, viņi/viņas var

Questi tre verbi, in particolare, sono particolarmente comodi perché possono essere usati assieme ad altri verbi nella forma infinita senza preoccuparsi di come debbano essere coniugati.

Vai drīkst smēķēt? È consentito fumare?
Es gribu ēst. Voglio mangiare.
Es negribu dzert. Non voglio bere.
Jūs varat atstāt. Puoi lasciare.
Vai jūs gribat sēdēt? Vuoi sederti?
Vai jūs arī gribat nākt? Vuoi venire pure tu?
Vai drīkstu ienākt? È consentito entrare?
Es gribu iet. Voglio andare.
Es nevaru gulēt. Non posso dormire.

Altri verbi che appartengono alla stessa famiglia come dzirdēt, udire, e redzēt, vedere, non posso essere usati nella stesso modo di drīkstēt, gribēt e varēt.

martedì 12 novembre 2019

Allo shopping center con Māra, Fiona e Pēteris


Tra i negozi del nuovissimo centro commerciale Akropole di Riga la nostra cara amica Māra presenta Fiona al suo amico Pēteris.

🇱🇻 LETTONE

Māra: Fiona, šis ir Pēteris. Pēteri, šī ir Fiona Brauna.
Pēteris: Labdien, Fiona. Ļoti patīkami. Vai jūs strādājat kopā?
Fiona: Nē, mēs neesam kolēģes. Mēs esam draudzenes.
Pēteris: Vai jūs dzīvojat Rīgā?
Fiona: Jā. Es esmu angliete, bet pašreiz mēs dzīvojam Latvijā.
Pēteris: Ak, tā. Kur jūs strādājat?
Fiona: Es nestrādāju. Es vēl studēju.
Pēteris: Kur jūs studėjat?
Fiona: Londonas Universitātē.
Pēteris: Tātad jūs dzīvojat Latvijā un studējat Anglijā?
Fiona: Jā, tieši tā.
Pēteris: Bet kāpēc tad jūs dzīvojat Rīgā?
Fiona: Tāpēc ka mans vīrs Deivids strādā Latvijas Bankā.

🇮🇹 ITALIANO

Māra: Fiona, questo è Pēteris. Pēteri, questa è Fiona Brown.
Pēteris: Buongiorno, Fiona. Molto lieto. Voi lavorate assieme?
Fiona: No, noi non siamo colleghe. Noi siamo amiche.
Pēteris: Lei vive in Riga?
Fiona: Si. Io sono inglese, ma attualmente noi viviamo in Lettonia.
Pēteris: Capisco. Dove lavora?
Fiona: Io non lavoro. Io ancora studio.
Pēteris: Dove studia?
Fiona: All'Università di Londra.
Pēteris: Perciò lei vive in Lettonia e studia in Inghilterra?
Fiona: Si, proprio così.
Pēteris: Ma perchè quindi lei vive in Rigā?
Fiona: Perchè mio marito David lavora alla Latvijas Banka.

giovedì 7 novembre 2019

I pronomi dimostrativi


I pronomi dimostrativi indicano una cosa, un animale o una persona vicina a chi parla šis, questo, šī, questa, o lontana da chi parla tas, quello, , quella.

PRONOMI DIMOSTRATIVI

Šis ir mans dēls Harijs. Questo è mio figlio Enrico.
Šī ir mana meita Millija. Questo è mia figlia Milly.
Vai tas ir jūsu vīrs? Quello è tuo marito?
Vai ta ir jūsu sieva? Quella è tua moglie?
Siš ir krēsls. Tas ir galds. Questo è una sedia. Quello è un tavolo.
ir biļiete. ir pase. Questa è una biglietto. Questa è una passaporto.

Le rispettive forme plurali sono: šie, questi, šīs, queste, tie, quelli, tās, quelle.

PRONOMI DIMOSTRATIVI

Šie ir mani bērni. Questi sono i miei figli.
Šīs ir mūsu meitas. Queste sono le nostre figlie.
Vai tie ir jūsu bērni? Quelli sono i tuoi figli?
Tās ir mana draudzenes. Quelle sono le mie amiche.

mercoledì 6 novembre 2019

Al parco con Zane, Fiona e Kārlis


Fiona sta passeggiando allegramente al parco, con i propri figli, quando vede la sua nuova amica Zane assieme al suo collega di lavoro Kārlis.

🇱🇻 LETTONE

Zane: Sveika, Fiona! Šis ir mans kolēģis. Vai jūs east pazīstami?
Fiona: Nē, mēs neesam pazīstami. Es esmu Fiona Brauna.
Kārlis: Ā, jūs esat Deivida sieva. Ļoti patīkami. Mani sauc Kārlis Ozoliņš. Vai tie ir jūsu bērni?
Fiona: Jā, šie ir mani bērni. Tas ir Harijs un tā ir Millija.
Kārlis: Vai viņi runā latviski?
Fiona: Diemžēl bērni nerunā latviski. Viņi runā tikai angliski Bet viņi saprot diezgan daudz.
Kārlis: Un jūs? Vai jūs runājat latviski?
Fiona: Jā, es mazliet runāju latviski.
Kārlis: Es runāju latviski, angliski, krieviski un vāciski.
Fiona: Jūs east ļoti gudrs!

🇮🇹 ITALIANO

Zane: Salve, Fiona! Questo è il mio collega. Vi conoscete?
Fiona: No, non ci conosciamo. Io sono Federica Bellini.
Kārlis: Oh, lei è la moglie di David. Molto lieto. Mi chiamo Kārlis Ozoliņš. Quelli sono i suoi figli?
Fiona: Si, questi sono i miei figli. Questo è Harry e questa è Milly.
Kārlis: Loro parlano lettone?
Fiona: Sfortunatamente, i bambini non parlano lettone. Loro parlano solo inglese. Ma lo capiscono parecchio.
Kārlis: E lei? Lei parla lettone?
Fiona: Si, io parlo un po' di lettone.
Kārlis: Io parlo lettone, inglese, russo e tedesco.
Fiona: Lei è troppo bravo!

Nazionalità delle persone


Per indicare la nazionalità di una persona esiste una forma maschile, una forma femminile e una forma plurale. Se ci riferiamo a più persone o se non conosciamo il loro sesso con certezza utilizziamo la forma plurale maschile.

Ci sono differenti modi per dire lettone: un lettone è latvietis, una lettone è latviete, le persone lettoni sono latvieši. La lingua lettone è latviešu valoda.

Nel lingua parlata comunemente il lettone diviene latviski. Questo significa che latvieši runā latviski, i lettoni parlano lettone, e angļi runā angliski, gli inglesi parlano inglese.

Uomo Donna Gruppo
un americano amerikānis amerikāniete amerikāņi
un britannico brits - briti
un canadese kanādietis kanādiete kanādieši
un gallese velsietis velsiete velsieši
un inglese anglis angliete angļi
un irlandese īrs īriete īri
un italiano itālietis itāliete itālieši
un lettone latvietis latviete latvieši
un scozzese skots skotiete skoti

E i nomi delle nazioni? Eccone alcuni: Amerika, America, Anglija, Inghilterra, Skotija, Scozia, Igaunija, Estonia, Itālija, Italia, Latvija, Lettonia, Lietuva, Lituania.

Una curiosità: nella lingua lettone i nomi di alcune nazioni che normalmente in italiano sono composti da due parole diventano un'unica parola. Per esempio, la Gran Bretagna è conosciuta come Lielbritānija. Ecco altri esempi:

NAZIONI

Dienvidāfrika Sud Africa
Dienvidamerika Sud America
Vidusāzija Asia Centrale
Vidusjūra Mar Mediterraneo
Ziemeļamerika Nord America
Ziemeļīrija Irlanda del Nord

Gli Stati Uniti d'America invece rimangono sempre composti da tre parole: Amerikas Savienotās Valstis (o ASV abbreviato). Anche la parola utilizzata per indicare la città capitale è un'unica parola galvaspilsēta, composta dalle parole galva, testa e pilsēta, città.

martedì 5 novembre 2019

Come formulare le domande


Come per l'italiano, nel lettone per formulare una domanda basta cambiare il tono della voce: un jūs? e tu? Più in generale le domande iniziano con vai, che si utilizza per le domande per cui non è richiesta una risposta articolata, a cui cioè è possibile rispondere con , si, , no, oppure con kas, ko, kur, cik, ecc.
Vai jūs esat Marco? Tu sei Marco?
Kas tas ir? Cos'è questo?
Kas jūs esat? Chi sei tu?

Le parole preposte alla formulazione delle domande sono tante e nella quasi totalità iniziano per la lettera k. Vediamo tutti i casi e capiamo quando usarle:
Kas? Cosa? Chi? (risposta nominativa)
Ko? Cosa? Chi? (risposta accusativa)
Kur? Dove? (risposta locativa)
Kad? Quando? (risposta locativa)
Kāds?, Kāda? Qual'è, Che tipo di?
Kurš?, Kura? Quale?
Kā? Come? Di chi?
Kam? Per chi? Per cosa? Per quale?
Kāpēc? Perché?
Cik? Quanto?
Ar ko? Con cosa? Con chi?

Per esempio, se chiedessi kur ir pele? dov'è il topo? e poiché kur si aspetta una risposta nella forma locativa risponderemo kaķī, nel gatto. Rispondere con kaķis, il gatto, non avrebbe avuto alcun senso.

La confusione maggiore nasce nell'utilizzo di kas e ko, ovvero quando utilizzare kas e quando ko. Dobbiamo sempre ricordare che kas si utilizza in relazione al soggetto, ko si utilizza in relazione all'oggetto diretto.
Es lasīju grāmatu Io leggo un libro
Kas lasīja? Es, io
Ko lasīja? Grāmatū?, un libro

Come abbiamo imparato, bisogna rispondere sempre con la corretta forma che la domanda richiede. Mai dovremo rispondere grāmata ad una domanda che inizia per ko. Va benissimo come risposta se la domanda inizia per kas.

Kāds si utilizza spesso per chiedere com'è qualcosa, ma nei dialoghi si utilizza anche per chiedere a qualcuno il proprio nominativo, ad esempio:
Kāds laiks šodien? Com'è il tempo oggi?
Kāds ir jūsu vārds? Qual'è il tuo nome?

Ricordiamo inoltre che kāds cambia genere e numero per andar bene con la cosa o la persona di cui si sta chiedendo qualcosa:
numurs Kāds ir jūsu telefona numurs? Qual'è il tuo numero?
vārds Kāds ir jūsu vārds? Qual'è il tuo nome?
adrese Kāda ir jūsu adrese? Qual'è il tuo indirizzo?
viesnīca Kāda ir jūsu viesnīca? Com'è il tuo hotel?

Il plurale dei sostantivi


Nell'articolo Sostantivi maschili e femminili abbiamo visto come riconoscere il genere dei sostantivi singolari. In questo articolo capiremo come formare il plurale dei sostantivi maschili e dei sostantivi femminili.

Il plurale dei sostantivi maschili si forma semplicemente terminando il sostantivo con -i. Quindi vīrs, uomo, diventa vīri, pulkstenis, orologio, diventa pulksteņi e alus, birra, diventa ali.

PLURALE SOSTANTIVI MASCHILI

vīrs vīri
pulkstenis pulksteņi
alus ali

Bisogna solo prestare attenzione a quando il sostantivo maschile termina con le lettere -is. In questi casi, nella la forma plurale, la consonante prima della -i finale viene generalmente modificata.

PLURALE SOSTANTIVI MASCHILI

divritenis divriteņi
mēnesis mēneši
brālis brāļi
latvietis latvieši
skapis skapji

Il plurale dei sostantivi femminili si forma in modo più semplice. Ai sostantivi che finiscono con una vocale si aggiunge -s, es: māsas, sorelle, puķes, fiori.

Nei pochi casi di sostantivi femminili che finiscono per -s, ad es: nakts, notte, pils, castello, o sirds, cuore, il plurale si forma terminando il sostantivo con -is, quindi avremo naktis, notti, pilis, castelli e sirdis, cuori.

PLURALE SOSTANTIVI FEMMINILI

puķe puķes
māsa māsas
nakts, pils naktis, pilis

Alcuni sostantivi esistono solo nella forma plurale, come per noi italiani, ad esempio, sono le parole dimissioni, ferie, forbici, nozze, occhiali, viveri, ecc. Anche nel lettone esistono questi casi: durvis, porta, bikses, pantaloni, brilles, occhiali, ziņas, news o kāzas, matrimonio.

Altri sostantivi che esistono nella forma plurale sono, ad esempio, i termini che descrivono i tre pasti principali: brokastis, colazione, pusdienas, pranzo, e vakariņas, cena.

Occasionalmente, un sostantivo nella sua forma plurale può assumere un significato differente. Māja, ad esempio, significa casa, intesa come edificio, costruzione fisica, luogo di abitazione. Nella sua forma plurale mājas ha due significati: indica sia più abitazioni sia la casa come concetto di nido familiare, e quindi con una accezione più affettiva e meno fisica del termine. I significato da attribuire alla parola mājas si capisce dal contesto.

venerdì 1 novembre 2019

Ma quanta bella gente c'è stasera!


Alla nostra festa David, Ilze, Džons, Māra e Kārlis si ritrovano tutti assieme.

🇱🇻 LETTONE

David: Labvakar! Mani sauc Deivids. Ši ir Ilze.
John: Ļoti patīkami. Es esmu Džons, un šī ir mana sieva Māra.
David: O, Džons. Jūs varbūt esat anglis?
Kārlis: Jā, viņš ir anglis. Jūs abi esat briti.
David: Un Māra ir angliete?
Kārlis: Nē, viņa nav angliete. Viņa ir latviete. Ilze un Māra - viņas abas ir latvietes.

🇮🇹 ITALIANO

David: Labvakar! Mi chiamo Deivids. Questa è Ilze.
John: Molto lieto. Io sono John, e questa è mia moglie Mara.
David: Oh, Jhon. Lei forse è Inglese?
Kārlis: Si, lui è Inglese. Voi entrambi siete britannici.
David: E Mara è Inglese?
Kārlis: No, lei non è Inglese. Lei è lettone. Ilze e Mara - esse entrambe sono lettoni.