lunedì 25 novembre 2019

Le declinazioni e i casi


La declinazione è un cambiamento della forma della parola secondo la sua posizione e la sua funzione nella frase. Ad esempio, la parola io cambia nei vari contesti in mi o me a seconda della funzione che svolge; ovvero la forma cambia, il significato rimane sempre lo stesso. Questi cambiamenti della forma servono a indicare quale funzione la parola svolge nel contesto della frase.

C’è differenza fra: io picchio te e tu picchi me. Sono sempre io e tu in ballo, ma il ruolo cambia, e la lingua lo illustra attraverso il cambiamento della forma.

Il lettone estende questa distinzione dei ruoli anche agli oggetti e fa differenza fra il caffè è sul tavolo, è il caffè che agisce sul tavolo e Anna beve il caffè. In questo ultimi caso il caffè subisce, per fare un esempio meno violento.

Il lettone ha 2 generi (maschile e femminile) che vanno declinati a secondo la loro posizione o il loro ruolo nella frase nei 6 casi seguenti:


Il nominativo costituisce la forma standard per il sostantivo. Nel dizionario i sostantivi compaiono sempre nel caso nominativo. In una frase è il soggetto e colui che compie l'azione, quindi il chi? o il cosa? sta facendo qualcosa.

Il genitivo esprime il possesso, risponde alla domanda di chi? Per semplicità basta ricordare che esso coincide con il genitivo sassone inglese. Ad esempio: Deivida kolēģis, il collega di David, Fionas bērni, i bambini di Fiona.

Il dativo è usato per esprime l'oggetto indirettamente coinvolto dall'azione del soggetto, risponde quindi alla domanda a chi? o per chi?. Possiamo capire meglio come funziona analizzando la frase viņš dod sulu draugam, lui da il succo al suo amico. In questa frase il succo è l'oggetto direttamente coinvolto dall'azione del soggetto e l'amico è l'oggetto indiretto, una specie di recipiente finale in cui l'oggetto diretto confluisce.

L'accusativo esprime direttamente l'oggetto coinvolto dall'azione del soggetto. Quindi è la persona o la cosa su cui l'azione del soggetto sta agendo. Per esempio, nella frase viņš dzer sulu, lui beve il succo, lui è il soggetto che sta compiendo un'azione, beve il succo. Quindi il succo è l'oggetto direttamente coinvolto dall'azione. Rendiamo questo in modo chiaro declinandolo nel caso accusativo come sulu.

Il locativo esprime il luogo: dove? Per esempio: Anglijā, in Inghilterra, darbā, a lavoro. Spesso il locativo è utilizzato per esprimere il quando? Per esempio: oktobrī, in Ottobre, ziemā, in inverno e vakarā, nel pomeriggio.

L'ultimo caso è il vocativo. Il vocativo è usato quando ci rivolgiamo direttamente ad una persona. Si utilizza con i sostantivi singolari, e si forma eliminando l'ultima lettera dal sostantivo. Questo è ovvio con i nomi maschili, così, Deivids diventa Deivid! e Pēteris diventa Pēteri!